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28 GranFondo Libero Grassi - storia di un successo annunciato

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CLASSIFICHE: https://www.speedpassitalia.it/gara-sicilia/28-granfondo-libero-grassi-29-04-2018/#classifica-gen

 FOTO: https://www.facebook.com/pg/vincenzonicitafoto/photos/?tab=album&album_id=2155426728020973

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28° Granfondo Libero Grassi storia di un successo annunciato

 

La decana delleGranfondo ciclistiche siciliane non smentisce le previsioni della vigilia: 461 gli iscritti, 431 i ciclisti che si schierano nelle griglie disegnate sul lungomare di Patti Marina, 396 coloro che taglieranno poi il traguardo.

L’organizzazione, come sempre, mette in campo il meglio: il percorso è segnalato con certosina meticolosità, consumati 40 Kg di ducotone per realizzare 180 segnali sull’asfalto (frecce direzionali, segnali di pericolo, strettoie, tornanti, buche cerchiate) 122 le tabelle verticali, 142 locandine montate su cartone ed affisse lungo tutto il percorso con una doppia finalitàda un lato dare conferma ai ciclisti che sono sul percorso gara e dall’altro avvisare gli automobilisti che anche loro il 29 Aprile 2018 fra le ore 9,30 e le 16,30 saranno sul percorso gara e si invitano a rispettare i ciclisti dando loro la precedenza; il risultato è pienamente raggiunto anche perché le strade scelte per il percorso sono tutte strade secondarie poco frequentate la domenica.

La partenza, come sempre a Patti, è puntuale, solo 2 minuti di ritardo rispetto all’orario previsto; ed è, come da tradizione, Angelo Milone, il vincitore della prima edizione con Classifica (1995) a cercare la sortita nello strappetto del Cicero, il suo tentativo si esaurisce nel giro di pochi chilometri, alle porte di Gioiosa Marea viene riassorbito dal gruppo compatto.

All’uscita di Gioiosa Marea, sullo strappo di Calanovella è il trapanese Salvatore Barraco ad uscire dal gruppo, il suo è un invito agli ardimentosi medio fondisti ad fargli compagnia in avanscoperta, si gira quasi ad invitare qualcuno a fargli compagnia.

La fondovalle da Ponte Naso a Sinagra è troppo bella per non rispondere all’invito di Barraco, ed è proprio il suo compagno di squadra (Velomax di Trapani) Grillo, ancora un trapanese del Marsala Team, Stella, e poi Catanzaro della Ruota Libera di Nicosia, e un atleta del luogo, Tonino Frontino ad uscire per dare manforte al tentativo di Barraco.

Quando la strada comincia a salire verso Ficarra le cose cambiano, in testa sbucaSavalli, ancora Velomax, Porpora della Grasso Villanti e Stella già in fuga nella fondovalle.

Lo spettacolo del pubblico è entusiasmante per l’organizzatore e per gli atleti, le strade di Gioiosa Marea e Gliaca di Piraino sono piene di gente; ma è nei paesini interni che i ciclisti pedalano fra due ali di folla osannanti; così è a Sinagra, Ficarra, Lacco e poi nel lungo a Braidi.

Nel frattempo la gara continua e subito dopo Ficarra, quando la strada sale con decisione sui nostri apripista piomba letteralmente Barbera.

L’atleta della Grasso/Villanti ha vinto nella stagione tutte le Granfondo alle quali ha partecipato, ma si sa che Barbera non gradisce le volate, per poter vincere ha bisogno che la gara sia dura e che la selezione cominci da lontano e ci pensa lui in prima persona.

Infatti fatti pochi metri in compagnia degli atleti in fuga, appena la strada sale con decisione, Barbera si alza sui pedala e lascia la compagnia.

Nel lungo falsopiano fra il ristoro di Crocevia e Sellica non si vede nessuno alle sue spalle; poi la discesa di Lacco, molto tecnica con i suoi 10 tornanti, da il là al ragusano Giovanni Amarù che al termine della discesa riprende Barbera.

I due si danno cambi regolari sulla SS 113 fino a quando comincia la seconda salita, quella di Galbato; ed è sempre Barbera a forzare e rimane solo.

Nella discesa verso Patti su Barbera piomba letteralmente Alessio Calabrese; l’atleta dell’Explorer Patti vuole rivincere il corto, gli brucia ancora la sconfitta da Formica nel 2017 per pochi centimetri, ha provato e riprovato tante volte quella discesa che diventa il suo trampolino di lancio, sconvolge letteralmente i piani dei suoi avversari e va a vincere il corto a mani alzate.

Nel lungo comincia la terza lunga salita quella di Braidi/Santa Maria, Barbera è sempre solo, alle sue spalle a circa 1 minuto sempre Amarù, più staccato Ruvolo, sempre piazzato alla Libero Grassi; le distanze restano immutate per buona parte della salita; Ruvolo tenta di riportarsi su Amarù ma è in giornata no, non riesce a guadagnare e va in crisi, abbandona.

Al controllo di Braidi Barbera ha quasi 2 minuti su Amarù, tutti gli altri sfilacciati sono ad oltre 5 minuti, ormai è un discorso a due.

La discesa su San Piero Patti e poi su Colla di LIbrizzi e Santa Nicollella fa recuperare secondi ad Amarù, ma non riesce a vedere l’avversario anche perché questa è una discesa di potenza da spingere sempre e Barbera spinge.

Poi ecco il giudice finale “il muro di Santo Pietro”, Barbera sale ma la sua non è un’azione potente come nel 2017, sembra stanco; alle sua spalle si sentono gli incitamenti per Amarù che giunge fino a 400 metri di distanza da Barbera in cima al muro.

Ma per fare 400 metri ci vuole del tempo e Amarù non riesce a chiudere il divario, le distanze sul falsopiano per Montagnareale; poi la discesa finale dove Barbera riesce a non perdere e vince a mani alzate; Amarù è secondo a soli “39; bisogna aspettare 5 minuti per vedere il terzo piazzato, Bartolotta che batte Salvatore Coco, già vincitore dell’edizione 2000.

Si ricompone l’accoppiata del 2016 con Barbera 1° nel lungo e Calabrese 1° nel corto; fra le Società vince la Bici & Bike di Messina che è alla sua quinta vittoria negli ultimi sette anni.

Premiazione e pasta party concludono la giornata con arrivederci al 2019.

 

 

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