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LODI: TROFEO COMUNE DI ORIO OLITTA 2019 RAPACIOLI BISSA IL SUCCESSO UNA GRANDE CORSA DI 100 KM CON MOLTI COLPI DI SCENA

vincitore

57° edizione della classica del basso lodigiano di Orio Litta, evento che va a chiudere la consueta sagra di paese di fine agosto. Organizzazione a cura dell'asd di casa Orio Bike, in stretta collaborazione con la proloco oriese, l'amministrazione comunale e il gruppo di volontari di Senna Logiana a cui vanno i piu' sentiti ringraziamenti per la disponibilita' sempre dimostrata in occasione della gara ciclistica. Formula “100 km”, una distanza di gara importante, un percorso altamente selettivo per alcuni dettagli, circuito di 11 km interessante i tre comuni di Orio Litta location, Ospedaletto Lodigiano e Senna Lodigiana.

Al via sono 104 gli atleti, partenza unica, dopo un tratto a velocita' controllata da Orio Litta centro a Ospedaletto Lodigiano, i giri di circuito per raggiungere i 100 km sono stati ben 9 da affrontare . Dopo il via “scatenate l'inferno”, cosi e' stato. Siamo sulla provinciale che conduce a Senna Lodigiana nell'ordine di marcia, poche decine di metri ed il gruppo e' messo in fila, segno che la velocita' e' altissima. Una lotta serrata per stare davanti, uno sforzo immane che fa subito selezione. Si arriva in centro paese a Senna, “sempre a tutta in gergo”, curva stretta a desta ed inizia il ritorno verso Orio Litta su un lungo rettilineo e le accelerazioni di chi vuole andare in fuga sono micidiali. Davanti a dettare il gioco sono molti i“big” della specialita', ma quando prende l'iniziativa il forte atleta del Pedale Arquatese Luigi Barborini, spacca il gruppo e porta via con se un grappello di corridori. Con se 3 alteti in ingresso Orio Litta, hanno un vantaggio di 30 secondi circa , la velocita' non scende sotto i 45, sembra un moto Barborini, dietro e' gia' tanto che non perdano la ruota.

Secondo giro e in testa rimane il duo Barborini/Bianchessi, quest'ultimo team Bianchi zanzariere, una mossa tanto coraggiosa ed azzardata vista la distanza ma alquanto spettacolare. Passano il secondo, terzo e inizia il quarto giro di gara, il duo in testa non scende sotto il minuto. Siamo in localita' Ospedaletto, colpo di scena, per un errore un grosso articolato si infila in centro paese e conseguentemente blocca la via , anche con indicazioni delle persone a presidio e dei presenti a bordo strada l'autista in panico si rotrova la corsa davanti, bloccando di fatto il regolare svolgimento. Fortunatamente i corridori e le moto scorte riescono a passare, una manciata di secondi il tempo di spostare il grosso automezzo ed anche le auto al seguito gara riprendono il regolare transito al seguito del gruppo. Nonostante cio' qualche km e la situazione e' ripristinata, il duo in fuga ha sempre un distacco di 1 minuto. A questo punto da dietro iniziano a lavorare per ricucire , fuggitivi che nel frattempo concludono il quarto, il quinto giro, ma ora le forze iniziano visibilmente a calare, a meta' dellla sesta tornata sono ripresi dal gruppo insegiitori, una dozzina di corridori, tra cui Rapacioli team Lemer, Capitelli Team Pontenure, Manzini, Crovetto, Miotto, Greppi, atleti capaci di ogni impresa. Nel frattempo, sono molti ad alzare bandiera bianca, complici oltre la difficolta' altetica anche il caldo ha fatto la sua parte nelle gambe, nelle fasi finali sono poco piu' di 50 gli atleti rimasti in gara. Suona la campana ed inizia l'ultimo giro. Per un istante sembra di rivere l'edizione 2018, Rapacioli prende l'iniziativa, prende l'iniziativa, tutti sull'attenti. Allunga con una accelerazione che fa davvero male ed arriva in Opsedaletto insolitaria, staccando di qualche centinaio di metri i piu vicini avversari. Esce dal centro abitato innesta un lungo rapporto, un corridore unico per chi lo conosce, molto imprevedibile, astuto e dotato di grande lettura di gara vista la sua esperienza , fisicamente vederlo accellerare ricorda Fabian Cancellara.

Pero' stavolta non temporeggiano dietro, e' molto pericoloso concedergli spazio, Capiitelli se ne assume l'iniziativa dell'inseguimento. Fuori l'abitato di Senna Lodigiana lo raggiungono ed iniziano una serie di accelerazioni, davanti c'e' sempre Capitelli scatenato. Negli ultimi 3 km rimangono in 5 atleti e ai meno 2 Capitelli riparte, spera nell'allungo vincente. Capitelli indissa la maglia di camione italiano di categoria, questo la dice lunga sulle sue doti, e' veloce ed arriva all'ingressso in Orio Litta con un vantaggio pressoche' sicuro, solo che da dietro c'e' un certo Giorgio “Cancellara” Rapacioli, a costo di morirci in bici, scatta sullo strappo in ingresso paese assolutamente vuole riprenderlo. Capitelli arriva a -500 ma la sua pedalata non e'piu' efficace, dietro come un caccia arriva Rapacioli che si gioca il tutto per tutto lanciandosi in una volata “infinita”, ai meno 100 Capitelli e' raggiunto e lo salta quasi a velocita' doppia, il traguardo della 57° edizione e' suo, bissando il successo 2018. Il trofeo e' ancora nelle sue mani, questa'anno un trofeo tutto originale realizzato artigianalmente denominato “il ciclista in fuga”, che non poteva che finire nelle mani migliori. Il secondo trofeo in palio ad omaggio del team con piu' iscritti e' stato assegnato al team CasilloMaserati con 6 atleti al via. Che fine avranno fatto i protagonisti della “grande fuga”??? Tengono “botta” e concludono nel gruppetto subito dietro, 2° di categoia veterani 1 per Barborini, Bianchessi 2° di categoria senior 2.

Si ringraziano tutti i volontari, la protezione civile, l'autorita' dei comuni di Orio Litta, Ospedaletto e Senna Logiana. Infine non da meno grande ringraziamento per il tifo a bordo strada durante i passaggi nei paesi interessati, nel suo piccolo un'energia trasmessa agli atleti in gara che non ha avuto nessuna invidia da eventi ben piu' blasonati.

Per la clasifica si rimanda a: https://www.facebook.com/groups/139514561669/

Marco Tedeschi 

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