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Rinviato al 1 gennaio 2021 l'entrata in vigore del nuovo disciplinare Scorte Tecniche

 CIRCOLARE MINISTERO DEGLI INTERNI 

gazzetta ufficiale

 

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PROVVEDIMENTO 28 maggio 2020 .

Modifiche al disciplinare per le scorte tecniche alle competizioni ciclistiche su strada.

IL CAPO DEL DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE, GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DI CONCERTO CON IL CAPO DELLA POLIZIA DIRETTORE GENERALE DELLA PUBBLICA SICUREZZA DEL MINISTERO DELL’INTERNO

Visto   ...  

determina

  1. Fino al 31 dicembre 2020 è sospesa l’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 7, comma 2 -bis , all’art. 7 - bis , commi 2 -bis e 4 -bis e all’art. 7 -ter del disciplinare per le scorte tecniche alle competizioni ciclistiche su strada, approvato con il decreto interdirigenziale del 27 novembre 2002.

ALLEGATI:

SCARICA Testo UFFICIALE DELLA DETERMIAZIONE PUBBLICATA IN GAZZETTA UFFICIALE (20A03104)

(G.U. Serie Generale n° 148 del 12-06-2020)

SCARICA - Testo DISPLINARE SCORTE TECNICHE PROVVEDIMENTO 30 aprile 2019Modifiche al disciplinare per le scorte tecniche alle competizioni ciclistiche su strada. (19A03942)

 (GU Serie Generale n.142 del 19-06-2019)

 

 

 

 

 

 

 

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decreto-ufficio-sport-criteri-per-fondo-perduto-asd

https://www.csain.it/wp-content/uploads/2020/06/decreto-ufficio-sport-criteri-per-fondo-perduto-asd.pdf

 

 

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https://www.federciclismo.it/it/article/2020/06/03/giornata-mondiale-della-bici-oggi-piu-che-mai-attuale/8a33add0-efc5-44c2-aa55-3c9660919bf2/

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Oggi, mercoledì 3 giugno, è la Giornata Mondiale della Bicicletta, istituità dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 12 aprile 2018, riconoscendo l'unicità, la longevità e la versatilità della bicicletta, che è stata in uso per oltre due secoli ma che, soprattutto in questo momento, appare il mezzo di trasporto del futuro.

L'ONU, nell'istituire la ricorrenza, ha messo in evidenza i vantaggi della bicicletta: mezzo di trasporto semplice, economico, affidabile, pulito, ecologico, sostenibile e in grado di favorire la salute di tutti. La stessa organizzazione mondiale ha recentemente evidenziato come la bicicletta rappresenti un fattore chiave per il recupero post-COVID-19; inoltre, il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente ha ricordato che gli investimenti in pedoni e ciclisti - che spesso costituiscono la maggioranza dei cittadini in una città - possono salvare vite umane, aiutare a proteggere l'ambiente e sostenere la riduzione della povertà.

Per celebrare la terza edizione della Giornata mondiale della bicicletta si è mossa anche l'Unione Ciclistica Internazionale, a nome di tutto il movimento ciclistico, realizzando diverse attività digitali durante il giorno: una corsa virtuale con Zwift, la campagna #CyclingActsofKindness di World Bicycle Relief, oltre ad un'intensa attività social.

In Italia, anche grazie ai contributi governativi, si è confermato in questi mesi un trend in essere già da qualche anno. I dati parlano di una crescita, nel 2020, di oltre il 25%, con una previsione di vendita di oltre 400.000 biciclette (fonte Sole 24 Ore). Già in molte città si vedono gli effetti, con un aumento delle bici circolanti; diversi Comuni in questi mesi si stanno impegnando a ridisegnare percorsi protetti e piste ciclabili.

La bicicletta, in ultimo ma non certamente meno importante, appare anche il mezzo più sicuro per rilanciare il turismo nel nostro Paese, comparto questo messo in seria difficoltà dalla pandemia e dall'impossibilità di spostarsi liberamente. Sul turismo all'aria aperta, slow, con la bicicletta muscolare o a pedalata assistita stanno investendo numerose località per realizzare un'offerta di vacanza salutare e divertente.

Ma ancora tanto si deve fare, soprattutto in nome della sicurezza. Da questo punto di vista è emblematico lo sfogo di Vittoria Bussi, detentrice del record dell'ora femminile, che proprio qualche giorno fa ha affidato il suo sfogo ai social per denunciare ancora i tanti rischi a cui va incontro in occasione dell'allentamento quotidiano su strada.

La Federazione da tempo è impegnata, attraverso un dialogo costante con le Istituzioni, a sostenere tutte quelle proposte a livello legislativo che mirano ad aumentare la sicurezza (dalla proposta di legge per 1,5 metri, alla riscrittura del nuovo codice della strada) e a promuovere la cultura della bicicletta come stile di vita sano e rispettoso dell'ambiente.

A maggior ragione rinnova il suo impegno in questo giorno, in cui tutto il mondo festeggia una delle più semplici e geniali invenzioni dell'uomo: un mezzo che ha una lunga storia e un futuro tutto da conquistare.

 

 

LEGGI IL TESTO ALLA FONTE: https://www.federciclismo.it/it/article/2020/06/03/giornata-mondiale-della-bici-oggi-piu-che-mai-attuale/8a33add0-efc5-44c2-aa55-3c9660919bf2/

 

 

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GIUSTO CONNUBIO TRA NATURA E BENESSERE FISCO – Il ciclismo, da praticare sempre con raziocinio e sicurezza

1 pagina 5 giugno

 

In questo cotesto non vogliamo parlare del naturale benessere fisico sull’uso della bicicletta ma, del suo corretto utilizzo e dei rischi connaturati. Dobbiamo essere consapevoli che il piacere di andare in bici non deve farci dimenticare le nostre famiglie, questo è il tema che ogni ciclista amatoriale dovrebbe sempre porsi, mettendo sempre al primo posto raziocinio, disciplina e sicurezza. Tema che senza presunzione e come semplice oggetto di riflessione e di confronto ci permettiamo di evidenziare.

Dopo il lungo periodo di lockdown, con il ritorno alle attività sociali e all’abituale vivere quotidiano , sono bastati pochi giorni per portare alla ribalta delle cronache il problema dei rischi sulla circolazione stradale e il soccombere dei ciclisti. Difatti, se per quanto riguarda le manifestazioni, queste sono rese sempre più sicure da più capillari normative e adempimenti, di contro, nonostante le attenzioni poste e le sensibilizzazioni per la prevenzione degli incidenti messe in atto dall’apparato del ciclismo in generale e, per quanto ci riguarda da CSAIn in particolare, rimangono alti i rischi che il ciclista corre nel corso degli allenamenti o ciclopedalate per diletto che siano.

E’ noto a tutti che praticare ciclismo fa bene alla salute, ma è altrettanto vero che il suo esercizo nasconde dei pericoli insiti sia nella sua dinamica che per la responsabilità di terzi ma, talvolta, persino per responsabilità attribuibili allo stesso ciclista, quindi l’avere la padronanza del mezzo, dei propri requisiti atletici, nonché la conoscenza di alcuni concetti basilari è un aspetto essenziale. Sappiamo che per lo più, la pratica del  ciclismo è svolta su strade aperte al traffico, su di un mezzo, quale la bicicletta, che per sua natura, non essendo provvista di protezioni, garantisce poca sicurezza al praticante se non per il casco  indossato, quindi la sicurezza deriva essenzialmente dalla condotta capace e con prudenza in tutte le circostanze, attivando anche la cosi detta sicurezza passiva, cioè rendendosi visibili il più possibile,   indossando vestiario visibile, come corredare il mezzo di luci anteriori e posteriori. Assume particolare importanza anche come primo requisito di sicurezza     il prestare attenzione nell’evitare strade ad alta incidenza di percorrenza automobilistica (lo stesso spostamento d’aria causato da vetture che viaggiano ad alta velocità è per il ciclista un rischio concreto),  come il prestare attenzione al manto stradale spesso dismesso, ad automobili in sosta per la possibile apertura incontrollata di portiere, di non usare il telefono mentre si pedala, evitare di indossare le cuffie ascoltando musica, come, ribadiamo, controllare la velocità, come di evitare l’utilizzo della bici in situazioni di scarsa visibilità ambientale. Altra cosa importante per avere una maggiore visibilità è pedalare in compagnia, preferibilmente in gruppi ristretti, in ogni caso, in questo particolare periodo, attenendosi al previsto distanziamento sociale con compagni di viaggio.

Le condizioni più comuni che riscontriamo in maggioranza nelle denunce di infortuni che pervengono dai nostri tesserati  evidenziano situazioni di distrazioni, strade trafficate, perdita di controllo del mezzo, mancato adeguamento della velocità nei tratti di discesa, condizioni inadeguate del manto stradale, improvvisi cambi di direzione senza darne segnalazione, scarsa visibilità, quindi tutte situazioni imputabili a delle   imprudenze. Il resto lo fanno le avventatezze degli automobilisti (tutti lo siamo), con il mancato rispetto del codice della strada, la stessa pericolosità delle strade, il traffico, in sostanza la difficile convivenza tra ciclisti e automobilisti ecc.

Dai pericoli non è esente nemmeno l’attività fuoristrada di mountain bike, disciplina che raccoglie sempre nuovi appassionati, anche questa pratica contempla rischi da tenere bene in considerazione, nonostante sia minimo il rischio derivanti dagli automobilisti e dall’insidie del traffico, di fatto  ci sono altri fattori da tenere bene in considerazione e spesso sottovalutati. Uno su tutti, l’attivazione dei soccorsi in caso di incidente.

Per il fuoristrada la scelta dei percorsi deve essere pianificata con buon senso e in attinenza alle proprie capacità e, possibilmente, mai in solitaria. Pertanto   la prima cosa da fare nel programmare una pedalata nei boschi o montagne è  conoscere il territorio e avere dei punti di riferimento, informare famigliari o amici in caso di uscite in solitaria, nonché evitare il transito nei boschi in caso di temporali. Altro aspetto fondamentale, come detto, è l’essere consapevole dei propri limiti e sapersi autovalutare senza strafare, soprattutto nell’affrontare difficoltà e tratti in discesa. A differenza del ciclista da strada, il biker responsabile deve sempre avere con se non solo gli attrezzi per interventi tecnici sulla bici ma anche un essenziale Kit di pronto soccorso . Sembrerà banale ma anche aver un fischietto nello zaino degli attrezzi può essere molto utile per guidare eventuali soccorritori, come è molto utile avere sul telefono   una app di geolocalizzazione. Per ultimo al bikers  va raccomandato di non perdere la calma, ricordando che in caso di estremo bisogno, il numero di pronto intervento 112 è sempre raggiungibile anche in assenza di segnale telefonico, quindi il cellulare è il primo strumento da portare con se.

In conclusione, praticare il ciclismo deve essere essenzialmente un piacere da cui cogliere tutti i possibili benefici fisici e psichici di cui spesso parlano medici e riviste scientifiche , non a caso il ciclismo è uno degli sport più amati, ma non deve essere uno stress per praticanti e loro famiglie.   Con questo scritto non abbiamo voluto avere la presunzione di intrometterci nel giudicare le facoltà degli amanti della bicicletta ma, primariamente stimolare alla riflessione sul tema sicurezza, ritenendolo un dovere nei confronti dei nostri associati   CSAIn, indicando degli accorgimenti (persino ovvi ma, a nostro avviso, determinanti) utili e volti a stimolare e migliorare l’attenzione, la cultura dell’automobilista e del ciclista. Considerando che   la bicicletta rimane il sogno più amato di tanti ed in particolare di ogni bambino, abbiamo il dovere di stimolare l’istruzione sulla ciclabilità ripartendo anche dalla base, cioè dai bambini, dalle scuole. L’auspicio è che la riforma dello sport annunciata dal Ministro Spadafora possa prevedere maggiore tutele per il ciclista, il progresso del carattere sociale e culturale del ciclismo e della bicicletta, quale stimolo del benessere fisico, sviluppo sostenibile nella valorizzazione delle città, dell’ambiente e del territorio.

B.N.S. per Redazione Csainciclismo

 

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