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Una settimana da Pro al Giro E per la ASD Victoursbike Cassino

MAURIZIO SIDONIO CON MAX LELLI   maurizio sidonio

 Bici Ce rosa per il gruppo Enit

La squadra Enit con Maurizio Sidonio al centro e Max Lelli

 

 

 

di Maurizio Sidonio (Presidente ASD Victoursbike)

Quando sono uscite date e percorsi del Giro d’Italia 2020 al Tour Operator di Toronto, la Victours International, per il quale lavoro in Italia e che fa anche da sponsor per la nostra squadra amatoriale di Cassino, la victourbike asd (affiliata CSAIn) , arrivò una lettera dagli uffici canadesi dell’ENIT (Ente Nazionale del Turismo). Era un invito per partecipare al Giro E 2020 con il loro team. Essendo io il responsabile della loro area Bike mi chiesero di raccogliere informazioni in merito. E fu deciso di mandare una persona da Toronto; poi arrivò il Covid e tutto si congelò. Fino a maggio, quando uscirono le nuove date del Giro. Si sarebbe corso ad ottobre e vista la situazione internazionale ancora complicata dagli uffici fecero il mio nome per partecipare al GiroE.

Che cos’è il Giro E

Il Giro E è un evento cicloturistico promozionale per bici da corsa elettriche arrivato alla sua terza edizione, si svolge negli stessi giorni e lungo le stesse tappe del Giro d’Italia (con percorsi limitati a massimo 110 km). Sette squadre composte da sei ciclisti, il capitano è un ex pro e non cambia mai, gli altri componenti vengono cambiati anche giornalmente dai team. Non è un evento agonistico, ma la competizione tra i team non manca. Ogni giorno due prove di squadra di regolarità, dove non vince il più veloce o il più forte, ma chi tiene più a lungo e meglio la media indicata dalla direzione corsa su un tratto specifico. I vice capitani fanno lo sprint sul traguardo volante prima dell’arrivo della tappa. I capitani si scatenano allo sprint finale per la vittoria di tappa. La somma di tutte queste prove da dei punti che assegnano le varie maglie di classifica, proprio come al Giro pro.

La bici da corsa E

La squadra Enit correva il Giro E con bici da corsa E della DE ROSA, casa produttrice italiana di alto livello. Una bici cosi equipaggiata

  • Motore: Bafang M800 250 watt
  • Batteria: Bafang integrata 200 wh
  • Telaio: fibra di carbonio
  • Forcella: fibra di carbonio
  • Cambio: Shimano Dura Ace Di2 1×11
  • Freni: disco idraulici
  • Ruote: fulcrum carbo
  • Peso: 12 kg
  • Taglie: 47-50-53-55 cm

Chiariamo subito una cosa, la bici da corsa elettrica non è come la bici da corsa muscolare. Detto questo

posso affermare con certezza che è un’esperienza unica e coinvolgente. Il ciclista abituato alla muscolare si rende subito conto che la bici E non è un motorino, è una bici che si deve spingere con le proprie gambe ma che ti assiste nella propulsione sui pedali (la bici in questione ha un computer di bordo e dei selettori di potenza da 1 a 5). Questo significa che la BdC E sposta i limiti personali dell’atleta ad un livello superiore; nel senso che se con una muscolare faccio una salita al massimo della mia potenza a 17/18 km h, con la BdC E riesco ad arrivare a 24/25 km h, ma facendo comunque lo stesso sforzo. Inoltre il motore si disattiva ad una velocità superiore ai 25 km h, ciò sommato al peso del mezzo di circa 12 kg significa che in pianura o su tratti veloci ondulati, non è uno scherzo spingere la bici al massimo. Nell’ottica del giro E utilizzare al meglio la bici significa spingere quando si deve nelle prove speciali, conservare la batteria per i tratti più impegnativi e soprattutto imparare a modulare la spinta per avere la giusta assistenza dal motore, poi quando la batteria finisce e l’ammiraglia ha finito quelle di ricambio…ognuno per sé e Dio per tutti. Personalmente ritengo che le BdC E sia anche un’alternativa per quelle persone che per tempo o per motivi personali non riescono ad allenarsi come vorrebbero ma non vogliono rinunciare alla loro passione e alle uscite con gli amici più allenati. Non dimenticando poi il grande sviluppo delle biciclette elettriche in città per la mobilità sostenibile e per il turismo; le nostre valli e le nostre montagne possono essere visitate da intere famiglie con bici a pedalata assistita, sviluppando cosi ancora di più le economie dei territori. La bici E mette in sella turisti che mai penserebbero di farlo con una bici muscolare.

La corsa a tappe

Grazie ad Enit e a Victours International ho partecipato cosi alle prime otto tappe del Giro E 2020. Da Caltanisetta a Roccaraso. Letteralmente catapultato in un mondo che noi ciclisti amatoriali vediamo solo in Tv, leggiamo sui giornali e seguiamo sui social. Tutte le mattine si lascia l’hotel e si raggiunge la partenza, che è sempre in una città sul percorso del giro pro entro i 100 km dall’arrivo. Entrare con le bici nell’area riservata, mettere i numeri ogni mattina, salire sul palco con tutta la squadra ed essere presentati dallo speaker, stare insieme agli altri team e staff nell’area hospitality, foto con i bambini, ripondere alle domande degli appassionati, è una girandola di sensazioni che lasciano senza respiro. Poi ti giri e vedi al lato del palco la Coppa senza Fine, proprio quella che tutti i vincitori del Giro hanno alzato al cielo e allora capisci che questa non è la realtà, ma un sogno bellissimo da vivere intensamente. Poi la corsa parte. La macchina del direttore di gara avanti, le moto della scorta tecnica e della polizia, i fotografi, le ammiraglie, il corteo di van ed auto dei team e noi che non siamo aldilà delle transenne, ma sulla linea di partenza in sella alle nostre bici. Ed è qui che il sogno diventa realtà. Ho pedalato per otto giorni sulle strade che da li a poco sarebbero state attraversate dalla corsa Rosa, sono passato in città completamente vestite a festa e piene di gente che ti incita, i bambini ti salutano e gridano. Lasci le città e ti accoglie il silenzio dei nostri meravigliosi territori: la Sicilia con i suoi colori ed i suoi profumi, il grande vulcano che abbiamo scalato avvolti dalla nebbia e dalla pioggia, la Valle dei Templi che ci ha dato l’arrivo: la Calabria attraversata arrampicandoci sui suoi monti aspri e incontaminati e lanciandoci in discese dalle curve dipinte: la Basilicata con i calanchi che ci hanno protetti dai venti fino alla surreale Matera: la Puglia con le sue sterminate pianure battute dai venti e le asperità del Gargano scalate in una assolata giornata di ottobre dalla luce e dai colori indimenticabili: l’Abruzzo e l’arrivo di Roccaraso in una tappa battuta da pioggia e freddo che hanno reso la giornata epica. Tutte le tappe arrivano sul traguardo del Giro, fare gli ultimi chilometri in quei corridoi di transenne colorate piene di gente festante e passare sotto al traguardo tra i flash dei fotografi e le riprese delle telecamere dà la misura della valanga di emozioni che quest’evento provoca a noi semplici amatori. Infine si aspetta l’arrivo dei Pro nell’aerea hospitality del Giro E, sempre entro i 200 m dall’arrivo, insieme a tutti gli altri team. Appena passa la macchina del fine corsa i cancelli vengono aperti e si riparte per il prossimo transferimento verso la prossima meravigliosa tappa. Un altro albergo ci aspetta.

Non dimentichiamo che il Giro E è una corsa a tappe e quindi ha le sue classifiche; il team ENIT ha come capitano Max Lelli, ex pro che ha corso 14 tour de France, persona e sportivo formidabile, vero leader. I componenti del team cambiano ogni 4/5 giorni, anche se l’evento non è competitivo i capitani dei team sono tutti ex pro, e alle volate finali sono scintille, cosi come durante le prove speciali dove i poveri ed inconsapevoli ospiti vengono per pochi chilometri messi alla frusta. E proprio questi momenti hanno reso se possibile l’esperienza ancora più memorabile, spingere tutti insieme sui pedali, aspettare ed aiutare chi era in difficoltà, cambiare le batterie alle bici come in un cambio ruote di Formula Uno, prendere i rifornimenti ai compagni, io stesso in una prova speciale sono rimasto senza batteria in salita e sono stato letteralmente spinto dal capitano Lelli e dai miei compagni che poco prima aiutavo io fino alla fine della salita, un vortice di emozioni che finiva alla sera e ricominciava al mattino. Nei miei otto giorni di avventura il team ENIT è sempre stato primo in classifica con la maglia Viola indossata dal capitano Max Lelli; le persone dello staff Enit, il direttore esecutivo Bastianelli i suoi collaboratori Francesca, Sara, Francesca e Francesco, gli ospiti di altri tour operator o giornalisti che ho conosciuto, Martin Foszczynski, online editor della rivista Bergwelten, magazine sul vivere la natura in modo attivo (trekking, cycling, climbing); Michaela Bučková di Praga, grande cicloturista e chief editor della rivista Kondice, che parla di sport, benessere e forma fisica; Bertrand Houillon, parigino, Communication Manager della Federazione Francese di Cicloturismo che unendo passione e vita privata adora viaggiare in bicicletta; Conor Magee, nord irlandese, consulente turistico di Pinnacle Worldwide, che gira l’Europa con il suo team cicloturistico, Alberta Schiatti, creativa pubblicitaria appassionata di bicicletta in ogni sua forma che gira il mondo a pedali e lo racconta su Viagginbici.com., Franz Gerstmayr da Monaco, ciclista amatore molto appassionato dell’Italia, rappresentante del tour operator Geldhauser Reisen Muenchen che organizza tour su tutto il nostro territorio, Georgia Yuill Parry, canadese trapiantata a Milano, che con il tour operator Butterfield&Robinson organizza viaggi luxury super personalizzati e infine Beatrice Lessi, che vive a Zurigo ma è italianissima, influencer di successo nonché ambassador di brand dell’accoglienza luxury come Suiss Deluxe Hotels(Una squadra in puro stile ENIT, con la passione per l’Italia, per la bici e per il turismo sostenibile), Mauro Bellucci il videomaker e non ultimo Giacomo Daviddi superbo ciclista e meccanico, tutti loro hanno reso questa avventura ancora più preziosa, dimostrando ancora una volta che anche se il ciclismo è considerato dai più uno sport individuale è il lavoro di squadra che può fare la differenza e che alla fine ti arricchisce.

Mentre scrivo il Giro E è stato sospeso alcuni giorni per problemi legati alla situazione sanitaria attuale. I protocolli sanitari anti Covid erano rigorosi e attenti. Io stesso sono stato sottoposto a 3 tamponi di controllo durante la mia permanenza. Ma l’evoluzione è veloce e non so se l’evento arriverà a Milano. Questo nulla toglie alla meravigliosa esperienza che ho avuto la fortuna di vivere e che ho avuto il piacere di condividere con gli amici di Tempo sport.

 

 

 

 

 

 

 

 

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MIRKO, IN ONORE DEL PAPA' , FA LA SUA TESINA DI 3^ MEDIA SUL CICLISMO

 

MIRKO

 

 

 

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GIRO DI SARDEGNA: Spostato a nuova data 11/16 ottobre 2020

GIRO DI SARDEGNA OTTOBRE

 

 

Con la riapertura degli spostamenti tra le regioni italiane a cui seguirà presto la riapertura delle frontiere dello Stato si hanno quelle certezze che ci permettono di riaprire le iscrizioni a quel GiroSardegna che, inizialmente programmato come da tradizione in Aprile è stato spostato ad Ottobre causa COVID-19.

Ci ha fatto piacere rilevare che il 90% circa degli aderenti ha confermato la partecipazione per la nuova data e solo una piccola parte degli iscritti (essenzialmente stranieri che non avevano certezze relative ai voli aerei) ha deciso di rinviare la loro partecipazione ad Aprile 2021.

La struttura della manifestazione che si terrà ad Ottobre è assolutamente inalterata (tappe, chilometraggi, hotel, ecc.) e lo svolgimento dell’evento sarà del tutto “normale” così come assai probabilmente tornerà ad essere “normale” l’intero universo ciclistico.

A partire da oggi noi riapriamo le iscrizioni al GiroSardegnaperchè in tanti ce lo hanno chiesto: le nuove iscrizioni si potranno fare fino al 30 agosto 2021 ed alle identiche condizioni precedenti … ma ora esistono due “novità” di rilievo:

  1. I cittadini italiani già iscritti per Aprile e coloro che si iscriveranno entro agosto, per l’edizione di Ottobre, potranno beneficiare del “Bonus Vacanze” fino ad un massimo di 500,00 euroche il Governo ha fissato per favorire le vacanze in Italia (leggete l’apposito spazio per vederne regole, importi e possibilità)
  2. … in ogni caso, entro il mese di agosto, vecchi e nuovi iscritti potranno anche decidere di spostare la loro partecipazione ad Aprile 2021 (sempre ad Alghero) senza penali e senza motivazione alcuna.

Ed anche queste sono ulteriori e bellissime opportunità che il GiroSardegna offre ai ciclisti ed alle loro famiglie per ripartire alla grande: approfittatene!

Alghero, 01/06/2020
Tonino Scarpitti

Il ciclismo è uno sport dalle tante sfaccettature che nel corso della sua storia è andato sempre più differenziandosi in “specialità” ognuna delle quali ha assunto negli anni caratteristiche proprie (strada, MTB, randonnée, gravel, cicloturismo, pista, ecc.).

Poi anche all’interno delle singole specialità sono nate delle differenziazioni e nel Ciclismo su Strada ora di fatto esistono atleti specializzati nelle classiche di un giorno, altri ancora che eccellono nelle gare a cronometro, ed altri ancora che si esprimono meglio nelle gare in salita.

In ciascuna di queste “specializzazioni” vengono indetti annualmente dei Campionati ai vari livelli.

Appare evidente però che un VERO Campione dovrebbe eccellere in tutte le specialità o almeno nel maggior numero di esse!

È pur vero che nei grandi Giri professionistici colui che vince la classifica finale avrà gareggiato su ogni campo … eppure il vincitore del Tour de France NON è il “Campione del Mondo su strada” perché tale titolo si assegna in prova unica ed in altra sede!

In altre discipline sportive, come ad esempio nello sci, esistono le “Combinate”, gare nelle quali gli atleti prendono il via in una prova veloce (Discesa o Supergigante) ed in una prova tecnica (Slalom Speciale o Gigante): questi campionati effettivamente assegnano la vittoria ad atleti completi che riescono ad eccellere in entrambe le specialità.

Ora anche il Ciclismo amatoriale su Strada avrà la sua “Combinata” perché grazie alla precisa volontà dello C.S.A.In, viene indetto il primo Campionato Nazionale Combinata Openda fare all’interno del “GiroSardegna”, una gara a tappe giunta alla sua 24° edizione, che si svolgerà ad Alghero dall’11 al 16 ottobre 2020.

In quella occasione si premierà con la maglia di Campione Nazionale il/la ciclista (con tessera CSAIn oppure FCI ed Enti abilitati alla partecipazione) che riuscirà a primeggiare sommando i tempi di gara acquisiti in:

1) una Mediofondo/Granfondo – la prima tappa del GiroSardegna sarà la Alghero/Bosa/Alghero di domenica 11 ottobre: si gareggia in andata e ritorno lungo la bellissima strada costiera

2) una cronometro individuale – la seconda tappa si disputa lunedì 12 ottobre in un percorso di quindici chilometri interamente pianeggiante

3) un arrivo in salita – la sesta tappa di venerdì 16 ottobre presenta una lunga ed impegnativa ascesa che dal mare porta fino ai 600 metri di Villanova Monteleone.

E proprio tenendo conto della particolare conformazione della gara e dei luoghi nei quali prende vita, il Campionato avrà come sua seconda indicazione “Fondo, crono, salita, tra Mare e Monti ”.

L’assegnazione della maglia avverrà nei percorsi del MedioGiro ed anche nei percorsi del GranGiro e per ciascuna categoria di età maschile e femminile: saranno quindi più di venti i premiati che la riceveranno dalle mani del Vice Presidente Nazionale CSAIn e Responsabile Nazionale Ciclismo Biagio Saccoccio.

La consegna avverrà nel corso della cerimonia delle premiazioni finali del GiroSardegna previste il venerdì 16 ottobre alle ore 15.00 nel Cinema/Teatro Belvedere di Alghero.

A tutti i Campioni Nazionali sarà anche offerta l’iscrizione gara gratuita alla 25° edizione del GiroSardegna 2021 che si svolgerà ancora ad Alghero dal 25 al 30 aprile 2021.

Tonino Scarpitti

 

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CSAIn - Avis Firmato il protocollo d’intesa

i presidenti CSAin e Avis

CSAIn e AVIS un grande futuro insieme. Più sport, più sociale.

Firmato il protocollo d’intesa e di collaborazione

Questo un estratto del protocollo:

CSAIn e AVIS si impegnano:

- a propagandare tra i loro soci e nella collettività i rispettivi valori distintivi,

sui quali i due enti si impegnano a convergere e collaborare: la diffusione

di stili di vita sani, il dono del sangue, la diffusione dell'attività sportiva,

la cura della salute, la tutela sanitaria e assicurativa sugli infortuni,

la solidarietà e l'impegno civico;

- a sostenere, promuovere e divulgare l'attività sportiva promossa da CSAIn

e gli eventi organizzati dall'AVIS Nazionale anche attraverso le rispettive

sedi regionali, provinciali e comunali.

https://www.csain.it/notizie/csain-avis-firmato-il-protocollo-dintesa/

sottoscrizione protocollo dintesa CSAIn AVIS

 

 

 

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