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La Randonnée 1.000 Km di Sardegna e la “6+6 Isole del Mediterraneo” vissuta e raccontata dall’associato CSAIn Paolo Massenti

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bici  torre PAOLO MASSENTI  

 

A Cura dell’Ufficio Stampa e comunicazione Csainciclismo

Abbiamo raccolto le impressioni del noto Randounner Sardo Paolo Massenti, atleta CSAIn della Dimonios Bike Team che, ha percorso tutte le tappe del fantastico viaggio attraverso Sardegna e Sicilia, percorrendo i 2.100 km dell’intero evento, tenendoci attenti alle sue “fatiche” quotidiane anche attraverso un avvincente susseguirsi di dirette via Facebook.

Sardegna e Sicilia sono state teatro dell’evento sportivo che hanno avuto nel  mare il suggello della continuità. Paolo Massenti ci racconta quelle che sono state le sue emozioni che, insieme agli altri   partecipanti ha goduto nel pedalare nelle due isole e nella loro grande civiltà storia.

La 1.000 km di Sardegna, che ha consentito di partecipare con la formula propria dei brevetti randonneurs di lunga distanza, era composto di tre brevetti ACP rispettivamente di 200 km, 300 km e 400 km e il brevetto Italia Grand Tour. Un Brevetto Audax Randonneur Italia da 1200 km (6+6 isole del mediterraneo), composto da due brevetti ACP di 600 km, uno in Sardegna e uno in Sicilia. Il brevetto ARI valido anche come prova del Campionato Italiano.

Dunque, 1.000 km di Sardegna e la Randonnée “6+6 isole del Mediterraneo” sono state molto di più di due randonnée valide per le qualificazioni alla Parigi-Brest-Parigi, per coloro che infatti hanno completato tutte le distanze previste si sono aperte le porte della qualificazione alla PBP 2019.

La 6+6 isole del Mediterraneo ha rappresentato il fiore all’occhiello del progetto Italia del Grand Tour, un evento organizzato magistralmente dalla asd Bike Rando con egida dell’EPS CSAIn e con la supervisione di Audax Randonneur Italia, un’esperienza unica grazie alla quale oltre 200 atleti da 23 nazioni, hanno avuto la possibilità di pedalare nelle straordinarie terre di due grandi isole ed attraversare il Mediterraneo, il mare crocevia di culture, linguaggi e civiltà di ogni tempo.

Nel percorso sardo, di 617 km e 6853 mt di dislivello, che si è svolto in gran parte lungo la “SS 125 Orientale Sarda” attraverso celebri ed ospitali località costiere senza farsi mancare una escursione nel montuoso e suggestivo entroterra per toccare arcaici paesi dell’Ogliastra, della Barbagia e delle Baronie, culle del vino Cannonau e del formaggio pecorino sardo.

Nel percorso siciliano, di 591 km e 6302 di dislivello, i ciclisti sono partiti dal lungomare di Palermo e, una volta giunti a Termini Imerese, si sono addentrati nell’entroterra percorrendo la storica “SS 120 dell’Etna e delle Madonie” giungendo, dopo la mirabile visione del vulcano più alto e attivo d’Europa sulla costa del mare Ionio e lungo la costa sono passati a Messina per rientrare verso la destinazione di arrivo Palermo toccando le città di Marina di Patti, Cefalù, San Stefano di Camastra.

Paolo Massenti,    nella confidenziale conversazione, ci racconta, con entusiasmo,  la sua incredibile avventura su pedali e di quante emozioni ha vissuto in sella alla sua bici.

Queste le sue emozioni: “ho pedalato in tutte le condizioni climatiche, mentali e fisiche i 2.100 km vissuti a colpi di pedale che mi hanno raccontato in 510.000 immagini la storia, la cultura, l’identità di due magnifiche isole! Un numero così grande perché ho fatto un calcolo e sono poco più di 510.000 le pedalate effettuate in questo grande viaggio, un viaggio slow, un viaggio dentro me stesso, dentro i miei occhi ancora scorrono le luci del giorni e delle notti passate in sella a pedalare. Ho conosciuto tantissime persone e vissuto le più disparate situazioni, da quelle di euforia a quelle di tristezza, da quelle più caotiche a quelle di estrema solitudine, ho vissuto un modo diverso di vivere la bicicletta. Ho vissuto l’ambiente circostante a 360º ma, è soprattutto, il fatto di aver incontrato un tempo tutt’altro che favorevole ha fatto da amplificatore a tutte queste emozioni. Tutto ha inizio domenica 21 con la 200 km dove, purtroppo, ho incontrato le prime difficoltà dovute al forte vento che imperversava la Sardegna, concludo con la consapevolezza che l’indomani sarà ancora più dura. Lunedì 22, il giorno della 300 km, con l’itinerario reso speciale da due settori su sterrato, ha fatto sì che si delineasse una giornata davvero intensa dal punto di vista atletico ma non solo; infatti ci sono stati i venti a raffiche che hanno raggiunto gli 80-90 km/h, aspetto che mi ha letteralmente prosciugato di ogni energia.  A termine prova mi confortato il fatto che le previsioni nel giorno seguente sarebbero migliorate.

Martedì 23 il gioco si fa duro!! Mi allevia sapere che attraverserò il Campidano e che nei 400 km previsti vi è il passaggio nel paese in cui vivo, Guasila. Invece si presenta tutt’altro che semplice è tutt’altro che confortevole, dopo pochi km dalla partenza ci accompagna, per circa 140 km, una fastidiosa altalenante pioggerellina che cancella ogni possibilità di mantenere la calma. Il percorso non presenta grandi altitudini da sorpassare ma, alla pioggia si aggiunge che il percorso è totalmente esposto al vento, conduzione tale da divenire mentalmente stressante e dispendioso dal punto di vista energetico. La progressione in notturna mi regala una sensazione di solitudine meravigliosa sono in un posto incastonato nella macchia mediterranea più selvaggia: la Costa Verde.

Le ultime luci della notte tendono infine ad accompagnarmi fino al traguardo.

Terminata la 400 km, ho avuto giusto il tempo di dare una veloce controllata alla bici e preparare l’equipaggiamento per i brevetti successivi. La giornata scorre veloce, consegno i bag drop per il viaggio in Sicilia e presto arriva il momento del briefing per l’evento 6+6. È tutto surreale, oltre 200 atleti da 23 nazioni fremono e ascoltano impazienti le direttive imposte dall’organizzazione, che spiega in ogni particolare, anche in lingua inglese, tutti i dettagli dell’avventura che ci si avvia a vivere. La 6+6 si compone di due percorsi da 600 km uno in Sardegna e uno in Sicilia. 

La partenza prevista alle ore 24:00 di mercoledì 24 Aprile da Quartu S.Elena è un tripudio di colori luci e suoni, i 3 giorni passati sopra la bici intensi e duri sembrano come sparire davanti all’euforia di partecipare ad un evento di tale difficoltà e importanza.

 

Pronti? Viaaaaa!!!! Si parte veloci nei primi km fino a impostare il giusto ritmo di percorrenza non appena arrivati alla prima asperità di giornata, il passo di Arcu e Tidu, passano i km e il sole si presenta deciso ed imponente, l’intera giornata ci vede pedalare sotto un vento caldo africano, si percepisce che la totalità dei partecipanti faticherà non poco. Un breve momento di riposo a Dorgali per l’approssimativa cura di alcune dolorose lacerazioni dovute al prolungato contatto con la sella, mi permettono di mettere appunto una strategia conservativa per i rimanenti 200 km. Riparto, ma il valico di Genna Silana è stato terribile! il vento ghiacciato ed il sonno mi creano non poche preoccupazioni ma, con l’alba e il sole questa sensazione è andata migliorando. L’ultima asperità di giornata mi ha visto, sotto scrosci di pioggia, insieme ad altri compagni di viaggio sorpassare il passo di Arcu e Tidu prima di raggiungere il traguardo!! Scoppio in lacrime stringendo la bandiera della mia amata Sardegna, una bandiera dove tutti i miei parenti amici e sostenitori hanno voluto lasciare una firma o un messaggio di incoraggiamento. Bandiera che mi accompagnerà per il resto del “viaggio”. Parigi ora è più vicina, quasi la tocco con la mano, ma la sfida non è ancora finita. Mi rimane il tempo di una doccia, sistemare la bici e son di nuovo in marcia, stavolta accompagno il resto degli atleti all’imbarco a Cagliari dove la nave ci aspetta per traghettarci a Palermo durante la notte, approfittando per ristoratore riposo cullati dalle onde del Tirreno. Cena e piccole raccomandazioni da parte degli organizzatori ed in un attimo è mattina.   Dopo un’energetica colazione, sistemo le sacche nella bici, si scende dalla nave e ci dirigiamo al punto di partenza della nuova tappa. È l’ultimo brevetto, si parte apponendo il timbro Sabato 27 ore 09:00. Parto veloce nella caotica e colorata Palermo. Non conosco cosa mi riservano i 600 km siciliani, di sicuro mi regaleranno emozioni nuove ma, difficoltà non meno insidiose della Sardegna. Lasciato Palermo, seguendo il foglio di viaggio, mi son diretto lungo le strade che portano al Parco delle Madonie, un incredibile e pittoresco susseguirsi di sali e scendi a quota 1000 s.l.m che, uniti a strade dissestate e il forte caldo, hanno reso molto complicata la gestione delle energie. Strade difficili da percorrere finché nella notte sono arrivato ai piedi dell’Etna dove, a Linguaglossa, ho effettuato una pausa per risistemare corpo e mente. Son passati appena 250 km ma ho messo sotto le ruote ben 4.000 mt di dislivello. Un duro colpo come inizio. Lasciato il punto di controllo di Linguaglossa, dove ho apprezzato l’arte ed i colori del tipico carretto siciliano, raggiungo la costa orientale, attraversando i Giardini Naxos e poi velocemente a nord fino a Messina, da qui i colori del giorno della costa settentrionale mi accompagnano e, tra un sorriso e una foto attraverso Marina di Patti, Cefalù e San Stefano di Camastra. Il tramonto mi regala uno sguardo differente sulla costa palermitana, un ultimo difficile passaggio nel traffico della città mi regala gli ultimi brividi. Ora tremo, tremo di gioia e non riesco ad esprimere la felicità, tutta la stanchezza accumulata mi piomba addosso come un macigno. Timbro il foglio di viaggio, saluto, una foto e mi chiudo in bagno dove, una doccia bollente non riesce a eliminare le mille emozioni scolpite nel corpo e nella mente. La magia della 6+6 mi ha letteralmente stregato, mi butto a letto, mi lascio andare, chiudo gli occhi. È FATTA !! 5 brevetti conseguiti! Conquisto di diritto un posto nella Nazionale Italiana ARI ed infine, ho i pass per Parigi, concludo con 2.100 km percorsi e 24.000d+ qualcosa come 510.000 pedalate ed oltre!! Che numeri ragazzi!!! Prima di cadere in un sonno profondo il mio ultimo pensiero va alla mia adorata famiglia.

 

 

 

 

 

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