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Randonnée delle Sorgenti modello di riferimento per dare nuovo impulso allo sviluppo del cicloturismo in Campania

foto letini

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È terminata, questa V edizione della Randonnée delle Sorgenti, un grazie a tutti coloro che hanno reso possibile, questo desiderio di Luigi Giggetto,  indimenticato Amico innamorato del territorio e del mondo dei randonneur. Grazie ai 107 iscritti che ci indicano un altro futuro possibile. Un viaggio intenso di emozioni che scrive una nuova pagina di storia di un territorio tutto da raccontare.
Queste le prime parole che Giuseppe Gallina – anima della manifestazione e vice presidente ARI – ha esternato ringraziando quanti hanno contribuito alla programmazione e gestione dell’evento. Evento che è stato anche motivo della  prima edizione del raduno dei randonneur campani facenti parte della nazionale qualificati alla prossima edizione della Parigi – Brest – Parigi.  

Come detto, 107 i partecipanti totali, 75 sul percorso da 200km e 4000 Mt di dislivello, 31 sul percorso di 104 km e 1700 Mt dsl ed una sola iscritta sul percorso da 45 km.   Giuseppe Gallina procede con un Grazie a tutti i partecipanti. Un grazie all'Amministrazione comunale di Letino, con in testa il Sindaco Pasquale Orsi, al lavoro fondamentale e inesauribile della Pro Letizia, di Letino de a tutte le amministrazioni comunali e associazione toccate dalla manifestazione.

Quindi una “Rando” stupenda, non solo per gli  scenari dei luoghi attraversati e l’organizzazione impeccabile ma , anche per continui punti ristori programmati ed altri improvvisati spontaneamente da cittadini,   aspetti che hanno reso più sopportabile le fatiche dei partecipanti nel fronteggiare il caldo e il dislivello affrontato. L’auspicata cartellonistica che traccia "La via delle Sorgenti" quale itinerario cicloturistico permanente - in via di progettazione - sarà di certo un ulteriore motivo di vanto e opportunità per il territorio.

La   Randonnée delle Sorgenti, aveva avuto il suo battesimo sin dal Sabato, con la sua presentazione alla stampa e istituzioni avvenuta nella Casa Comunale di Letino (CE), dove   il   primo cittadino dott. Pasquale Orsi con   l’intera Amministrazione Comunale e dott. Giuseppe Gallina, anima pulsante della asd Vento Contrario, nonché Vice Presidente ARI, hanno accolto   l’on. Regionale dott. Gennaro Oliviero, del Presidente del Parco Regionale del Matese avv. Vincenzo Girfatti, del Prof. Andrea Pietro Cappella Coordinatore GAL Alto Casertano, del Prof. Fausto Perrone Presidente della Pro-loco Letizia, del Presidente CSAIn Ciclismo Biagio Nicola Saccoccio e       Sindaci   dei   Comuni di Fontegreca, Roccamondolfi, S. Angelo D’Alife,   Gallo Matese e Castello del Matese, illustrando i vari spetti dell’evento.  

Di seguito   vi invitiamo a leggere la narrazione del nostro amico, prof. Paolo Landri,   che ci riporta aspetti del territorio che si possono percepire solo cavalcando la bici

A cura di Ufficio stampa e comunicazione Csainciclismo

La Nuova Rando delle Sorgenti pedalata e raccontata da Paolo Landri

Ieri 21 luglio, ha avuto luogo la Rando delle Sorgenti in una versione inedita: due percorsi, uno di 100km e di 200km con partenza da Letino nel cuore del Matese. La nuova edizione, per una manifestazione ormai giunta al suo quinto anno, si può considerare, a mio avviso, una scommessa vinta per gli organizzatori, l’Associazione Veloclub Ventocontrario.

Più di 100 partecipanti per un Rando che prevedeva rispettivamente circa 2000 e 4000 mila di dislivello sono numeri di gran rilievo. La Rando ha attratto i nazionali campani delle randonneur e alcuni aficionados delle randonneur, interpreti felici di un ciclismo meditativo orientato alla felicità (Ballarini e Angelozzi, 2019). Vorrei soffermarmi, in particolare, sulla qualità del percorso che è stata davvero ‘over the top’. Io posso dire in modo diretto della Rando 100 (splendida !), ma credo che anche coloro che hanno partecipato alla 200 possono dire altrettanto del versante molisano.

Noi abbiamo fatto un gruppo votato decisamente al divertimento (Enzo, Pietro, Pietro, Luca e Carlo). L’inizio da Letino già si è proposto a noi con alcune asperità e ‘mangiabevi’. La prima sorpresa è stata la nebbia mattutina sul Lago Matese, già intravista da un largo curvone panoramico. Immediato il riferimento a Loch Ness e al mito di Nessie. Al bivio verso Piedimonte Matese siamo stati attratti, invece, dallo stand dei caciocavalli (uno dei prodotti tipici di queste parti). Di lì il percorso ci ha condotto per una magnifica discesa di più di 20 km attraverso Castello Matese, San Gregorio Matese con curve strette, ma pendenze dolci e panorami mozzafiato. Le rocce verso il finale hanno fatto ricordare a Luca e a me alcuni paesaggi della Costiera Amalfitana, segnali forse di somiglianze di famiglia geologiche (ma sono nostre impressioni !). La svolta a destra verso Sant’Angelo d’Alife ci ha condotto, inoltre, in una zona più pianeggiante, anche se con alcune ondulazioni, verso Raviscanina e Ailano, dove era stato collocato il primo punto di controllo e di ristoro.

La piazza di Ailano è davvero bella, con la sua cassa armonica e la terrazza affacciata sulla piana. Ricorda la passione per la musica di questo paese che vanta una tradizione bandistica, come ci spiegano all’ottimo punto di ristoro, e specifici indirizzi educativi nelle scuole locali con risultati ottimi dal punto di vista delle competenze musicali (quest’anno hanno suonato al Teatro San Carlo di Napoli). Da Ailano, la traccia del percorso ci ha portato a Pietravairano con un altro strappo significativo, con sole e senza una bava di vento, per giungere ad un altro punto di controllo di ristoro.

Da Pietravairano, quindi, siamo passati a Vairano Patenora per il vecchio castello medievale (piccolo pit stop per recuperare la videocamera di Enzo che era caduta in discesa). Da Vairano a Pratella, invece, è tutto un susseguirsi di ondulazioni e strappi che si affiancano alle fontane, alla sede delle acque minerali e alla parte bassa di Pratella, dove si ha la possibilità di arrivare al fiume Lete. Pratella è un borgo ai piedi del Matese. La parte bassa di Pratella ha delle fontane con un’acqua freschissima. La zona ospita un’area verde con un paio di ristoranti, uno con una piscina e un’area pic-nic, molto piacevole, nei pressi di un arco romano.

Qui proprio al punto di ristoro, complice il caldo, abbiamo deciso di rinfrescare i piedi, con abluzioni, come ha detto Pietro, nelle acque del fiume. Ci avrebbero attesi 25km di salita in un periodo caldo della giornata. Da Patrella a Letino, infatti, è quasi tutta salita, se si eccettuano alcuni tratti. Si passa per Fontegreca, dove si costeggia la cipresseta (un altro punto da visitare). L’arco di ingresso di Fontegreca, non proprio bellissimo (a Pietro ricordava l’arco di ingresso di Bagdad prima dell’invasione americana !) apre un viale spettacolare che si chiude con un ‘punto di fuga’ visivo all’interno della montagna. Il percorso conduce curva dopo curva sempre più in alto sopra i mille metri. In questi ultimi km si consuma la medesima altimetria dei 75 km precedenti, circa 800 metri. I grimpeur Luca, Pietro, Carlo e Enzo hanno fatto il loro allungo. Siamo rimasti io e Pietro con il nostro passo: io con i miei crampi che mi hanno fatto soffrire in particolare gli ultimi due km. A parte tutto, aver completato i 100 e passa km ci ha dato tanta soddisfazione e così credo l’abbia data a coloro che hanno scelto il ben più impegnativo percorso dei 200 km che ha sfiorato circa i 4000 metri di altimetria e che ha condotto i partecipanti nel Molise, attraverso Roccamdolfi e Campitello Matese, prima del rientro a Letino.

Credo che la Rando Sorgenti sia ancora una volta un modello di riferimento per dare un impulso allo sviluppo del cicloturismo in Campania. L’organizzazione dell’evento è stata perfetta; la qualità dell’accoglienza dal punto di vista logico-infrastrutturale di Letino è stata ottima e la qualità del percorso ‘over the top’. A posteriori possiamo dire che tutte e tre le condizioni sono state soddisfatte. La Rando Sorgenti conferma che non di meteore abbiamo bisogno, ma di solidi catalizzatori del turismo sostenibile.

Una versione più estesa del post è pubblicata sul blog dell’Associazione Facc’e Bike https://unconventionalcyclists.wordpress.com.

 

 

 

 

 

 

 

 

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