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CALABRIA: A Melicucco la cerimonia di premiazioni del Comitato CSAIn Reggio Calabria

SALUTO DEL PRESIDENTE SACCOCCIO tra i responsdabili del Comitato e presidnete Regionale

 panoramica della sala

gruppo dirigente

Gruppo dirigente Reggio Calabria con collaboratori ed ospiti

foto di famiglia  

campio9ni regionali xc  

campioni regionali GF mtb

premiazionme xc di primavera

 campioni dautunno

 Il pres. Rovinciale Gentile premia la cat. Primavera con Saccoccio e il Pres. Reg una premiazione delle donne  premiazione prime tre società

riconoscimento a Domenco Morano responsabile cilcotursismo

Si è Tenuta domenica 02 Dicembre 2018 la cerimonia di premiazione finale dei campionati CSAIn Reggio Calabria. L'evento ha visto tantissimi partecipanti ed ospiti d'onore, tra i quali Presidente CSAIn Ciclismo, Biagio Nicola Saccoccio, il Presidente Regionale CSAIn, Amedeo Di Tillo, Il responsabile ciclismo CSAIn Sicilia, Elvio Sigona.  

A fare gli onori di casa, il presidente Provinciale Serafino Gentile che, dopo i saluti passa la parola al Vice Pres. Francesco Quaranta, il quale illustra i programmi della stagione 2019, che oltre ai campionati XC e Granfondo mtb, vedrà al via anche il Campionato di Ciclocross e delle cronoscalate.  Sigona  di concerto con i responsabili CSAIn Reggio Calabria ha illustrato le tappe del prossimo campionato Interregionale Granfondo MTB CSAIn.

Il delegato regionale del ciclismo Tonino Grillea, invece illustra la stagione appena conclusa, facendo un'analisi delle attività, evidenziando l’incremento associativo di ASD affiliate (38) e di tesserati, sottolineando, con soddisfazione, una diminuzione degli infortuni . Di particolare rilievo le manifestazioni di Amici in Bici – dedicate ai Bambini, Famiglie e Disabili e aver contribuito agli   eventi di  “Calabra Cup” e “Onda D’urto”

Non si è parlato solo di agonismo, il Delegato   regionale per il cicloturismo, Domenico Morano ha illustrato le attività a carattere escursionistico, in particolare si è soffermato sulla   Randonnée di Polsi, confermando l’edizione 2019, considerato il successo del 2018, il format sarà lo stesso, partenza il sabato e rientro la domenica. 

Durante il suo intervento Presidente Saccoccio, ha tenuto a ringraziare tutti, Dirigenti, Società e tesserati che animano con forza il territorio reggino, che contribuiscono a dare tangibile fondamento a tutto il movimento ciclistico nazionale.   Ha relazionato sulle novità del 2019, ha illustrato la nuova polizza assicurativa e le garanzie suppletive ad essa abbinata. Ha anche informato sull’abbonamento a favore delle Società della rivista “Il ciclismo amatori” abbinata all’affiliazione 2019. In particolare si è soffermato sugli aspetti delle attività cicloamatoriali con particolare finalità aggregative e sociali. Un forte richiamo è stato fatto anche alla sicurezza e alle norme del codice della strada. Evidenziando inoltre, l’importanza della collaborazione con altri Enti al fine dei saldi principi dello “sport per tutti” di CSAIn si fa promotore.  

E’ seguito l’intervento del Presidente Di Tillo che ha rilevato il prezioso lavoro della dirigenza reggina, soffermandosi anche sulla consolidata realtà di CSAin Calabria e sulla miriadi di attività multidisciplinari.

E’ seguita la cerimonia di premiazione cadenzata da Tonino Grillea che, ha visto alternarsi sul podio   tutti protagonisti dell’anno.

La cerimonia si è conclusa con un lauto buffet, scambiandosi gli auguri per le prossime festività e, per un 2019 all’insegna di sport ed amicizia.

Gianluca Politanò

 

 Challenge d’Apertura XC

Challenge di Chiusura XC  

CAMPIONATO XC REGIONALE 

CAMPIONATO GRANFONDO REGIONALE 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sicilia: Premiazione Regionale 2018

 

dirigenza

A Catania sabato 01 dicembre si conclude la stagione 2018 CSAIn.

La festa di conclusione della stagione, che vede premiati tutti i ciclisti e le migliori società siciliane che si sono distinti nelle varie discipline, si è svolta nella sala congressi della Catania Airport International Hotel. Sono stati premiati i campionati regionali MTB e stradali CSAIn Ciclismo.

Oltre 300 persone, tra atleti familiari e curiosi, che hanno riempito la sala.

platea2

La premiazione è stata anticipata dalla riunione di fine anno dove c’è stato il raffronto tra i responsabili e gli associati. Dalla discussione  è emerso di incentivare la promozione del territorio attraverso lo sport amatoriale e  cicloturistico. Di dare importanza alla sicurezza dei nostri ciclisti e abbattere i prezzi per l’organizzazione degli eventi futuri che vedranno favorite le società per poter organizzare tanti eventi. Tante le novità come i tornei di Duathlon, Running e Randonnée . Grande entusiasmo dagli astanti per la presentazione dei regolamenti. Dal 2019 si ripropone con grande entusiasmo il torneo interregionale Granfondo tra Sicilia e Calabria.

Dopo si è passato ai saluti da parte del Vice presidente Nazionale e responsabile Ciclismo, Biagio  Saccoccio, seguito dal presidente regionale Sicilia CSAIn Raffaele Marcoccio e dal Tesoriere Nazionale e presidente di Siracusa Salvatore Spinella. A presentare la premiazione il “Monti”, che ci ha accompagnato con la sua voce per tutte la manifestazioni del 2018, e si è riproposto come official speaker peri tutti gli eventi che la nuova stagione promette.

Sono stati premiati: i tornei regionali di ciclocross, endurance,  giro delle regioni d’ Italia MTB e Strada e tornei interprovinciali del Mediterraneo  MTB e di Primavera Strada per le province di Ragusa, Siracusa, Caltanissetta e Catania.

MAGLIE2

ENDURANCE2

MEDITERRANEO

CICLOCROSS

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troverete tutte le foto della premiazione.

 

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Vittorio Adorni e CSAIn con rinnovata sinergia

 VITTORIO ADORNI CO lUIGI FORTUNA e NEVIO CIPRIANI

 

 

Nel celebrare il cinquantesimo della brillante vittoria del mondiale di Vittorio Adorni, Luigi Fortuna, Presidente dell’Ente di Promozione Sportiva CSAIn e Nevio Cipriani, Consigliere nazionale e Membro di Giunta, in virtù del consolidato rapporto di amicizia, hanno inteso onorare la ricorrenza portando i saluti del mondo CSAIn.

Nel corso dell’incontro, tenuto a Parma, con il grande protagonista della storia del ciclismo italiano, campione del mondo su strada, vincitore del Giro d’Italia 1965 e di altri innumerevoli successi, oltre a rinnovare gli antichi e condivisi valori, è emersa nuova volontà di andare insieme verso odierni direzioni che possano offrire sempre più "alle due ruote", più in generale ai numerosi soci ed associazioni CSAIn e, a chi "ama far bene", l'opportunità per esprimersi secondo le proprie aspettative, garantendo qualità del tempo libero, nonché l’azione nel sociale attraverso l’attività sportiva, sopratutto "in sicurezza" e tutela della salute.

Altro argomento importante trattato, è stato lo stimolo a fare emergere le nuove generazioni,la formazione di nuovi quadri dirigenziali,     ai quali trasmettere i sani principi della competizione, come da tradizione e valori di CSAIn, specie nel ciclismo che, con rinnovata energia, opera nella storica tradizione dell’Ente.

Di seguito si riporta l’intervista rilasciata da Adorni alla Redazione “TempoSport” organo di stampa CSAIn, rievocando il suo “68”.    

Ufficio Stampa CSAIn Ciclismo

 

Vittorio Adorni Campionati Del Mondo Di Ciclismo Su Strada 1968

 

Cinquant’anni fa lo sport italiano tra i suoi successi celebrava la maglia iridata che Vittorio Adorni.     

“FU UNA FOLLIA MA A LIETO FINE” di VITTORIO ADORNI

 

Il mio ’68 comincia con un cambio di maglia. La Salamini, azienda di cucine, per la quale avevo corso l’anno prima, aveva avuto problemi finanziari e così aveva sciolto la squadra. Venne l’idea di fare una nuova squadra composta da corridori italiani e belgi. Una novità per quei tempi. La squadra sarebbe stata la Faema. Tra i corridori belgi c’era il giovane Eddy Merckx, che l’anno prima aveva vinto il mondiale di Heerlen, in Olanda. Io avevo 31 anni e non poca esperienza e vittorie alle spalle. Quell’anno facemmo il raduno pre-stagione in Calabria. Non ebbi timore a ricordare a Merckx che sì, lui aveva vinto il Mondiale, ma che la grandezza di un corridore si misurava con le vittorie nelle corse a tappe. Per un po’ mi guardò di traverso. Venuto il momento delle prime gare gli dissi: “Eddy, se vuoi, io ti aiuto a vincere la prima corsa a tappe, ma devi seguire i miei consigli”. Da lì, la consuetudine di Eddy a guardarmi prima di ogni azione, e io con un cenno del capo, “sì o no”, a bloccarlo o a dargli via libera. Non che fosse facile tutto ciò con un tipo come Merckx.

Ci mettemmo alla prova nel Giro di Sardegna. Pioveva, si arrivava a Nuoro. A certo punto si volta verso di me, io avevo capito lo sviluppo della corsa e feci sì con il capo. Lui partì, vinse la tappa e prese la maglia. La sera, brindisi al tavolo della cena, cercai, divertendomi, di ridimensionarlo “Eddy guarda che hai vinto, ma secondo è arrivato Armani, un tuo gregario, terzo io, quindi hai vinto perché ti abbiamo lasciato andare...”. Sapevo bene che non si sarebbe turbato più di tanto. Preparammo il Giro d’Italia in modo diverso. Lui vinse il giro di Romandia. Io scelsi la Tirreno-Adriatico dove però, dopo aver vinto la prima tappa, sono caduto e mi sono rotto il tendine dell’indice della mano sinistra. Vicissitudini a parte ci siamo ritrovati alla partenza del Giro d’Italia. Gli dissi subito: “Eddy tu vieni in camera con me...”. Tentò una debole reazione senza esito. Ed in camera si presentò con tre valigioni. “Amico mio, con quelle valigie si fa un viaggio in Africa. Qui, una basta ed avanza”. Così cominciò l’avventura.

Per essere chiari, ad un chilometro dall’arrivo della prima tappa, a Novara, lui autonomamente decide di scattare e va a vincere tappa e maglia rosa. “Eddy, ora cosa facciamo andiamo dietro a tutti, ogni giorno? Ora ti calmi. Dobbiamo cedere la maglia. Il momento giusto verrà”. Nei giorni a seguire lasciammo andare via una fuga e cedemmo la maglia rosa. Il giorno giusto si presentò nella tappa delle Tre cime di Lavaredo. Eddy seguì alla lettera i cenni della mia testa che lo guidarono nel suo duello con Gimondi. Fu bello per entrambi. In vista del lago di Misurina, sul Passo delle Tre Croci, gli diedi una paca sulla spalla. “Ora vai!”. Vinse tappa e Giro. Ancora oggi lui ricorda e racconta a tutti di quel giorno.

fatto che io in pratica fossi il mentore di Merckx mi creò dei problemi in vista del Mondiale del 1° settembre a Imola. Era forte il chiacchiericcio che invitava il ct Mario Ricci a lasciarmi fuori della squadra nazionale che racchiudeva il meglio italiano del momento: Gimondi, Bitossi, Dancelli, Motta, Balmamion o Taccone… In sede di pronostico tutti pensavano che sarebbe stato un duello Gimondi-Merckx. Io, per alcuni non ero affidabile. Ma il destino è il destino. Pochi giorni prima della gara vinsi la Coppa Placci e così fu impossibile non mettermi in squadra.

Il percorso del Mondiale di Imola era in circuito. Dopo due giri vanno via una ventina di corridori, tra questi Gimondi e Merckx. Mi accorsi che nel gruppetto in fuga non c’era nemmeno un francese. Allora dissi ad Anquetil: “Jaques, ma ti va bene così?” E lui “Ma va, che ti frega...lascia che vadano”. Pochi minuti dopo arrivò il dt francese e diede la sveglia ai suoi. Gimondi e Merckx vennero ripresi. A quel punto mi misi in testa al gruppo per vedere meglio la situazione. Sulla destra vidi il belga Van Looy e con un cenno del capo gli chiesi “che facciamo...andiamo?”. Mi sembrava un buon momento per sfruttare la rivalità interna tra il vecchio campione ed il giovane campione belga. Van Looy partì ed io dietro. Tirò a tutta per mezzo giro e così ci trovammo insieme in fuga. Il dialogo fu “Rik, ma mancano 230 km all’arrivo…” e lui “Hai paura di morire?”. “Rik, paura di morire no, ma...”. “Allora, se non hai paura di morire… andiamo”. E siamo andati.

Poi a 90 km dal traguardo ho cominciato a pensare che se fossimo arrivati alla fine in volata mi avrebbe battuto facile. Allora decisi di lasciare la compagnia. Tatticamente andava bene anche per la squadra italiana. Dovevano essere gli altri a lavorare. Mancava molto al traguardo, ma valeva la pena rischiare. La sera prima della corsa, con tutti a tavola, si era parlato del possibile sviluppo della corsa. Tutti davano per scontato il duello Gimondi-Merkx. Alla fine, Ricci mi disse “Vittorio, tu sei il più vecchio, vedi di gestire la corsa, fai il Capitano”. Beh, lo feci cosi bene che ho vinto e con quasi dieci minuti di vantaggio. Fu una follia a lieto fine. Impensabile oggi. Ma il destino era dalla mia parte. Si pensi che a due giri dalla fine forai. Invece dell’ammiraglia arrivo una camionetta di militari con sopra un meccanico e la mia bicicletta di scorta. “Ma dove l’ammiraglia?”. Chiesi stupito. “Ha finito la benzina ed è uscita dal circuito a fare rifornimento”. Potenza del destino.

Il momento dell’arrivo è il fotogramma che ancora oggi, ottantunenne e a cinquanta anni di distanza, mi emoziona ancora: la pista larga dell’autodromo, la gente tutta intorno, senza transenne, che mi applaudiva ed io che mi metto le mani in faccia e poi apro le braccia prendendo il Mondo. Come si fa a dimenticare un momento così? Campione del Mondo. Il giorno dopo ero già a Milano a riprendere il mio ruolo in televisione al fianco di Liana Orfei nel programma “Ciao mamma”. Di quel programma si fecero quattordici puntate. Alcune registrate prima del Mondiale. Le altre dopo. E in quella puntata si celebrò il mio Mondiale, ovviamente con Liana Orfei, con Ercole Baldini che era stato l’ultimo italiano a vestire la maglia iridata e Alberto Lupo che nel periodo pre-mondiale mi aveva sostituto.

Si può dimenticare un 1968 cosi?

 

 

 

 

 

 

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Informazione Fiscale - I CONSIGLI DELL’ESPERTO - di SALVO SPINELLA

spinella

 

NIENTE OPZIONE LEGGE 398 E PRESENTAZIONE MODELLO EAS? ECCO TUTTI GLI EFFETTI

 

Può accadere che una ASD, o una SSD abbia operato durante l’anno applicando agli incassi di natura commerciale, connessi all’attività sportiva, il regime agevolato previsto dalla legge 398/91, agli incassi derivanti da corrispettivi specifici pagati dai soci e/o tesserati per lo svolgimento di attività sportive l’esclusione da IVA, da IRES e da IRAP in quanto considerati incassi “decommercializzati”.

Ma cosa accade se l’ASD o la SSD ha dimenticato di comunicare l’opzione per la scelta del regime agevolato di cui alla legge 398/91 o ha dimenticato di trasmettere telematicamente il modello EAS?

L’applicazione delle agevolazioni previste dalla Legge 398/91 comportano per una ASD o SSD il versamento di tributi in maniera forfettizzata, così come le agevolazioni legate alla presentazione del modello EAS comportano la non applicazione dell’IVA dell’IRES e dell’IRAP sugli incassi per corrispettivi specifici oltre che la possibilità di applicare le agevolazioni di cui alla predetta legge 398/91

A titolo esemplificativo una ASD o SSD, che ha correttamente esercitato l’opzione di cui alla legge 398/91 ed ha inviato nei termini di legge il modello EAS, se incassa euro 100.000 per attività commerciale connessa all’attività sportiva (per esempio pubblicità) oltre IVA per euro 22.000 al 22% verserà in applicazione delle agevolazioni previste dalla legge 398/91 euro 11.000 per IVA (50% dell’IVA incassata), euro 720 per IRES (24% calcolata sul 3% di euro 100.000) ed euro 146,70 per IRAP (4,89% calcolata sul 3% di euro 100.000), mentre se incassa corrispettivi specifici da soci e/o tesserati per lo svolgimento di attività sportiva verserà imposte per IVA, IRES e IRAP pari a zero.

L’opzione per l’applicazione del regime di cui alla legge 389/91 deve essere comunicata all’Ufficio SIAE competente per domicilio fiscale, prima dell’inizio dell’anno solare per il quale l’associazione intende usufruire del regime. Successivamente occorre comunicare all’Ufficio territorialmente competente dell’Agenzia delle Entrate, presentando il quadro VO della dichiarazione IVA.

L’opzione è vincolante per 5 anni. Se nel periodo d’imposta si supera il limite di 400.000 euro, il regime agevolato cessa automaticamente e, dal mese successivo a quello in cui è venuto meno il requisito oggettivo, si passerà al regime ordinario.

Il modello EAS va inviato da tutte le associazioni sportive dilettantistiche e dalle società sportive dilettantistiche in modalità telematica direttamente dalla ASD o SSD tramite il canale on line dell’Agenzia delle Entrate Fiscoline o Entratel ovvero tramite intermediari abilitati entro 60 giorni dalla costituzione della ASD o SSD ovvero tempestivamente dal momento in cui si inizia una attività commerciale. Restano escluse dalla presentazione del modello EAS le sole A.S.D. che non hanno incassi di natura commerciale e che sono iscritte al registro CONI. La recente circolare dell’agenzia delle entrate n° 18/E del 1 agosto 2018 ha chiarito che la mancata comunicazione dell’opzione per l’applicazione del regime di cui alla legge 398/91 non fa perdere il diritto alle agevolazioni ove l’ASD o SSD abbiano tenuto un comportamento concludente (abbiano cioè effettuato i versamenti e rispettato tutti gli adempimenti secondo le regole previste dal regime agevolato della legge 398/91) ai sensi dell’articolo 1, comma 1 del DPR n° 442/97. In questo caso l’agenzia delle entrate applicherà semplicemente le sanzioni previste per l’omessa, tardiva o irregolare comunicazione secondo le vigenti disposizioni.

Ben diversi sono gli effetti della dimenticanza della presentazione del modello EAS. La mancata presentazione, infatti, del modello EAS fa perdere alla ASD o SSD tutti i benefici fiscali correlati alla presentazione del modello. La richiamata circolare dell’Agenzia delle Entrate n° 18/E del 1 agosto scorso sul punto ha chiarito che l’ASD o SSD nel caso in cui abbia dimenticato di trasmettere il modello EAS può utilizzare l’istituto della cosiddetta remissione in bonis presentando il modello entro il termine fissato per la prima presentazione della dichiarazione dei redditi ricadente nello stesso anno in cui andava presentato il modello EAS, versando contestualmente una sanzione di euro 250 con F24 Elide.

Nel caso in cui il modello EAS venisse presentato fuori dai termini innanzi precisati la ASD o SSD potranno godere dei benefici fiscali dalla data di presentazione del modello con la conseguenza catastrofica della perdita di tutti i benefici fiscali di cui hanno goduto prima della presentazione del modello EAS.

 

 

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Roma Convegno Sport e inclusione. Le pratiche dello sport sociale

 conclusioni convegno filippide

 panoramica sala

 particolare sala

premiazioni

Il 13 novembre a si è svolto a Roma il convegno “Sport e inclusione: dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Quali prospettive per lo sport inclusivo”.
Organizzato da Progetto Filippide e CSAIn, nell’ambito del progetto “LE PRATICHE DELLO SPORT SOCIALE” FINANZIAMENTO ART. 72 D.LGS. 03/07/2017 N. 117 AVVISO 01/2017

Ottimi spunti di riflessione e grande partecipazione del mondo sportivo e universitario

Il convegno si è svolto presso l’Aula Magna del Centro di preparazione olimpica “Giulio Onesti” L.go Giulio Onesti, 1

Messaggio al convegno “Sport e inclusione” di Daniela Bas, Direttrice della Divisione dello sviluppo sociale inclusivo, Dipartimento degli affari economici e sociali delle Nazioni Unite

 

https://csainsociale.it/news/roma-convegno-sport-e-inclusione-le-pratiche-dello-sport-sociale/

 

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