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La Parigi Brest Parigi (PBP) l’olimpiade delle randonnée raccontata da Valter Ballarini, affiliato CSAIn Società Bike Rando

IMMAGINE PBP  VALTER BALLARINI

“La Parigi Brest Parigi è la ultra maratona ciclistica che si disputa ogni 4 anni in Francia a partire dal 1931. Dalla prima edizione c’è stato sempre un incremento notevole di partecipanti fino ad arrivare ai 7000 dell’ultima edizione del 2019. Si tratta di percorrere 1200 km partendo da una località nei pressi di Parigi fino a Brest, nella punta estrema della Bretagna, per poi farvi ritorno ripercorrendo più o meno la stessa strada a ritroso.

Il dislivello complessivo è di poco superiore ai 10.000 metri, ma si tratta di un percorso vallonato che alterna salite e discese senza soluzione di continuità. Le località attraversate non sono quelle più note della Francia: si tratta di piccoli borghi agricoli e di città di piccole dimensioni.

Se il territorio attraversato non presenta particolari attrattive, il calore umano che accompagna questa manifestazione è veramente eccezionale. Dalla partenza all’arrivo, di giorno e di notte, lungo la strada, c’è sempre una costante presenza di pubblico che applaude e incita i partecipanti.

Sicuramente è questa presenza eccezionale di pubblico e il calore e la passione che emana che attrae le migliaia di randonneurs provenienti da tutto il mondo.

La PBP (questo è l’acronimo) è una randonnée, anzi l’olimpiade delle randonnée, e in quanto tale, sulla carta, non è competitiva. In realtà si tratta di una delle manifestazioni sportive più estreme al mondo (tenendo conto dell’alto numero dei partecipanti). Pur non essendoci una classifica di merito ufficiale, solo riuscire a completarla entro il tempo massimo di 90 ore è un’impresa “eroica” che non tutti sono in grado di compiere.

Infatti la sfida, prima di tutto con sé stessi e con i propri limiti, è basata sulla capacità di pedalare costantemente, tenendo una media superiore ai 20 km/h, rinunciando al sonno e al recupero fisico (solo microsonni di pochi minuti e mai in un vero letto) e adattandosi ad affrontare tutte le difficoltà che si incontrano: dalle mutevoli condizioni atmosferiche, alla pioggia, al vento, all’escursione termica (dai 30° di giorno ai 3° di notte), fino alla difficoltà di trovare un riparo, se sopraggiungono gli inevitabili “colpi di sonno”, o dei servizi igienici praticabili.

E’ questo calore e questa partecipazione che ti spinge a tentare di portare a termine la sfida, perchè dopo aver pedalato per ore di giorno e di notte sulle belle strade asfaltate della Bretagna, avvicinandoti al giro di boa di Brest, cominciano a farsi sentire la stanchezza, i dolori muscolari e i disagi dovuti alla postura (dopo 20 ore in sella, qualsiasi sottosella si ribella).

Il bisogno di dormire è evidente e segnalato dai numerosi corpi di ciclisti, apparentemente senza vita, sparsi lungo i bordi della strada, con le bici riverse sull’asfalto a segnalare la loro presenza. Una sorta di scenario da “day after” che, in quanto sopravvissuto, ti spinge a pedalare senza fermarti, fino allo sfinimento (inevitabile, ma da evitare).

E’ questa la chiave per affrontare la PBP: saper stare tante ore in sella di seguito, pedalare mantenendo una velocità media superiore ai 20 km/h e un ritmo il più possibile costante (nonostante i continui saliscendi spezzagambe), saper rinunciare al sonno sostituendolo con microsonni, trovare soluzioni logistiche improvvisate per le funzioni vitali minime, avere un abbigliamento tecnico adeguato, alimentarsi con costanza, perdere meno tempo possibile ai controlli, e, soprattutto, viaggiare da soli perchè ciascuno ha i suoi ritmi e la gestione dei limiti personali non può essere condivisa che in piccola parte con altri compagni di avventura.

In realtà alla PBP non si viaggia mai da soli. C’è sempre un gruppo occasionale a cui accodarsi per brevi o lunghi tratti del percorso. Questo è il bello della PBP perchè è l’evento dove le solitudini di ciascuno sono le solitudini di tutti, perchè sono condivise, ma non necessariamente nello stesso spazio e nello stesso tempo. Ciascuno procede concentrato su sé stesso in un flusso ininterrotto che si scompone e ricompone secondo regole che spesso appaiono incomprensibili.

Di notte, le luci rosse dei randonneur, disegnano il percorso da seguire. Dopo poco che pedali nell’oscurità, impari a leggere le discontinuità altimetriche semplicemente osservando queste luci che, in pianura e in discesa, disegnano una linea rossa continua e, nelle salite, si trasformano in piccoli grappoli che, poi, tornano ad essere una linea.

Un’altra caratteristica della PBP è l’odore dei randonneurs (ma è più corretto chiamarla puzza, con il suo vero nome) che si percepisce dopo 4 giorni e 4 notti passati sudando negli stessi indumenti, senza mai lavarsi per non perdere tempo. Infatti devi scegliere se dormire o lavarti. Quasi sempre scegli di dormire. Se scegli di lavarti è perchè pedali ad una velocità superiore alla media e ti puoi conquistare questo piccolo privilegio (la doccia) senza rubarlo ai microsonni.

In realtà, la quasi totalità dei randonneurs punta a finire il prima possibile l’avventura della PBP e rimanda a dopo l’arrivo il recupero fisico e mentale oltre al decoro personale.

La PBP non è una passeggiata. E’ un’impresa interiore che lascia il segno. Hai poche cose da raccontare a chi non ha condiviso con te questa avventura. Non sono i paesaggi monotoni e ripetitivi che puoi descrivere perchè li hai appena osservati e percepiti, dovendo superare la sensazione di noia che può generare un percorso non circolare ma lineare, di andata e ritorno. Al massimo potrai cercare di raccontare il contesto umano che caratterizza questo evento, la passione dei francesi per il ciclismo eroico, l’emozione provata e trasmessa dai tanti abitanti di località rurali dimenticate che ogni 4 anni vengono a contatto per giorni con una moltitudine di ciclisti che parlano tutte le lingue del mondo, spesso incomprensibili”.

Fonte: http://mybikeway.it/uno-dei-tanti-ciclisti-vittime-di-incidenti-stradali-no-un-partecipante-alla-pbp-che-dorme/?

 

 

 

 

 

 

 

 

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SARDEGNA: PORTOSCUSO( CI) LAUREA I CAMPIONI CRONOCOPPIE

CAMPIONI CRONOCOPPIE

 

CATEGORIA FEMMINILE 
MANOLA NIEDDU E NADIA CHERCHI - asd DIMONIOS 

PRIMA FASCIA                                                                             
FEDERICO SPADA - E CRISTIANO CARCANGIU – asd MAS BIKE

SECONDA FASCIA
GIORGIO BALZANO E GIUSEPPE MEDDA – asd MAS BIKE

TERZA FASCIA
CARLO LAI E GIANN LAI asd SAN MARCO 

 Miglior tempo (fuori concorso) per Luca Santamaria e Simone Seguro asd Ricambi 2000 

 L'immagine può contenere: 5 persone, persone che sorridono, persone in piedi e spazio all'aperto

 CATEGORIA FEMMINILE 
MANOLA NIEDDU E NADIA CHERCHI - asd DIMONIOS

L'immagine può contenere: 5 persone, persone che sorridono, persone in piedi

PRIMA FASCIA                                                                              
FEDERICO SPADA - E CRISTIANO CARCANGIU – asd MAS BIKE

L'immagine può contenere: 6 persone, persone che sorridono, persone in piedi

SECONDA FASCIA
GIORGIO BALZANO E GIUSEPPE MEDDA – asd MAS BIKE

L'immagine può contenere: 3 persone, persone che sorridono, persone in piedi e spazio all'aperto

TERZA FASCIA
CARLO LAI E GIANN LAI asd SAN MARCO

 

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2019 - CAMPIONATI NAZIONALI

CAMPIONATI NAZIIONALI 2019 LOGO

 

EVENTI UFFICIALIZZATI 

 

7 APRILE              MEDIOFONDO                                     ARIANO IRPINO (AV)

15 SETTEMBRE   ENDURANCE MTB                             RECCA DI PAPA  (ROMA)

9 GIUGNO            MONTAGNA                                         MOTTARONE (VCO)

SETTEMBRE         STRADA ASSOLUTO                         

Per sopraggiunte problematiche di cartattere logistico,  il campionato viene posticipato  al  21  settembre a  TERMOLI (SEGUONO INFO)  

7 LUGLIO             CICLOTURISMO                                   TORINO

01 SETTEMBRE    MTB                                                      BIELLA 

22 settembre         CRONO INDIVIDUALE                         LECCE

 

EVENTI   SOGGETTI  A POSSIBILI  VARIAZIONI 

13 OTTOBRE GRAN FONDO MTB                                    ARCE (FR)

10 AGOSTO MONTAGNA  CRONO                                 CAMPITELLO MATESE 

18 AGOSTO   CRONO COPPIE                                       PORTOSCUSO (Carbonia-Iglesias )                           

20 APRILE  CENTRO SUD STRADA                               TARANTO

 

                                                             

 

 

 

 

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Lo sloveno Hren vince il 46° Giro del Friuli Amatori

 

FOTO: https://www.facebook.com/pg/csain.ciclismo/photos/? 

https://www.radiocorsaweb.it/lo-sloveno-hren-vince-il-46-giro-del-friuli-amatori-gava-lultima-tappa/

 

 

1^ TAPPA: https://www.radiocorsaweb.it/giro-del-friuli-venezia-giulia-amatori-lo-sloveno-hren-la-prima-maglia-rosa/

2^ TAPPA (1^ SEMITAPPA): https://www.radiocorsaweb.it/fabris-a-segno-nella-seconda-tappa-del-giro-del-friuli-amatori/

2^ TAPPA (2^ SEMITAPPA): https://www.radiocorsaweb.it/kravos-vince-la-cronometro-pomeridiana-hren-torna-in-rosa-per-1/

 

 

 

 

 

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Campitello Matese laurea i campioni nazionali di cronoscalata

CAMPIONI NAZIONALI

podio femminile

Si è svolto sabato 10 Agosto a Campitello Matese (Molise), il Campionato Nazionale di Cronoscalata CSAIn, manifestazione valida anche compre prima prova di Campionato Regionale Molisano.
La gara disputatasi nella splendida cornice del parco del Matese, è stata organizzata dall’ASD Tri-Race Team Termoli, in collaborazione col Comitato Regionale Molise, coadiuvato dal Coordinatore Regionale Csain Puglia, Franco Scotti.


A sfidarsi sulla distanza di kim 14.600 per raggiungere l’altitudine di 1450 slm , sono stati 79 concorrenti provenienti da 12 Regioni Italiane con partenza a un minuto di distanza uno dall’altro.


A bissare il successo, fermando il cronometro a 00:41:18:091 è stato Stefano Scotti del Teamgranfondo, mentre in campo femminile Antonella Aravini del Team “6 Impianti”, ha avuto la meglio su Antonella Lombardi (Ciclistore Campobasso) e Chiara Ricci del Team Ciclismo 2014. Classifiche: https://www.speedpassitalia.it/sp-gara/cronoscalata-campitello-matese-campionato-nazionale/classifica-categoria


Questi i Campioni Nazionali per le diverse categorie:


- Donne: Antonella Aravini “Team 6 Impianti;
- Junior: Giovanni Salzillo “ Pedale Elettrico”;
- Senior 1: Antonio La Serra “ Team Ruota Libera”
- Senior 2: Giacinto Massucci “Rocchetta Bike”
- Veterani 1: Gianluca D’ermilio “ Cicli Serino”
- Veterani 2: Matteo Troiano “ Free Bike Team Foggia”
- Gentlmen 1: Elvio Bocale “ Team RDR Bikes Ortanova”
- Gentlman 2: Fabrizio Catapano “ Daunia Cucling”
- Super A: Fernando di Nucci “ Ciclistore Campobasso”
- Super B: Mimmo Orlando “ Team Padre Pio”


Grande soddisfazione è stata espressa dal Presidente del Comitato Regionale Csain, nonché Consigliere Nazionale CSAIn Bruno Irace per la massiccia presenza a Campitello Matese dei migliori scalatori Italiani e ripropone un Bis il giorno 25 Agosto a Montecilfone, organizzata dall’ASD Ruota Libera del Presidente Massimo Addario, con una cronoscalata di km. 8 con partenza dal fondo valle Sinarca fino alla Piazza di Via Roma a Montecilfone.


E il ciclismo Molisano non si ferma qui, in quanto questi eventi faranno da cornice al Campionato Nazionale di Ciclismo Csain su strada a Termoli, il giorno 21 Settembre 2019.Un ringraziamento particolare va al Responsabile Nazionale Sezione Ciclismo, Biagio Saccoccio e al Presidente Nazionale Luigi Fortuna, che seppur nell’ombra coordinano egregiamente tutti i settori dello sport d’impresa.


A cura di Ufficio Stampa CSAIn Ciclismo Molise

FOTO: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.2965941643447804&type=3

Aravini e Scotti autori de migliori tempi

 

 

 

 

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