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Torino: Antonio Mostaccioli e Dario Ferracin vittoriosi a Foresto di Caramagna

Podio giovani

Caramagna Piemonte, comune al confine tra le province di Torino e Cuneo, che nel 1706 ospitò la corte sabauda in fuga dalla Torino assediata dai francesi, e con essa la Santa Sindone, è un territorio in aperta campagna che nel corso dei secoli più volte ha dovuto soffrire saccheggi e carestie ad opera di eserciti in guerra che qui si accampavano.

E qui, dove la vita scorre con un ritmo meno serrato delle grosse città, lo sport all’aria aperta trova una sua naturale collocazione. Accade così che da alcuni anni, complice anche il buono stato di manutenzione delle strade, si svolgano in questi luoghi gare ciclistiche amatoriali, come in questo primo sabato di aprile.

Le nubi già incombono sul capoluogo piemontese, ma sulla frazione Foresto di Caramagna ancora qualche raggio di sole splende nelle prime ore del pomeriggio di sabato 6 aprile, quando la Delegazione Csain di Torino ha organizzato la prima prova del Campionato Provinciale Strada 1^ serie: un campionato lungo 8 prove che accompagnerà gli appassionati di ciclismo lungo tutta la stagione per concludersi agli inizi di settembre e coinvolgendoli in un’appassionante sfida a colpi di pedale.

Sono circa 120 i partecipanti che prendono il via divisi nelle consuete due partenze e scortati come sempre dalle auto e moto di Scorta Tecnica.

Il circuito è lungo 26 chilometri da ripetere tre volte, le sole asperita sono una manciata di cavalcavia ma la durezza della gara è data dalle forze in campo. Tra i giovani dopo pochi chilometri prende il largo una fuga a tre formata da Antonio Mostaccioli (Arredamenti Berutti), Gianluca Ravagnani (PCS) e Giovanni Dracone (Vigor). Il gruppo non è pronto a reagire ed i tre battistrada al contrario spingono di comune accordo. Alla fine del primo giro un breve errore di percorso del gruppo consegna definitivamente la gara nelle mani dei fuggitivi: il plotone torna presto sulla strada giusta ma ormai il distacco supera il minuto e mezzo, quasi incolmabile considerato il ritmo serrato imposto da Mostaccioli, Ravagnani e Dracone.

Un secondo giro all’inseguimento e dal gruppo si avvantaggia una manciata di inseguitori: sono una dozzina, con cambi regolari si mantengono sospesi tra i fuggitivi ed il gruppo, non riuscendo a colmare la distanza dai primi ma non rinunciando mai a combattere. Ultimi chilometri, da Sommariva del Bosco si svolta in direzione di Foresto ed un solo cavalcavia divide i fuggitivi dal traguardo: la volata è lunga, all’ultimo chilometro Gianluca Ravagnani perde le ruote dei compagni e il duello diventa serrato, sulla linea del traguardo è il guizzo di Antonio Mostaccioli a vincere davanti a Giovanni Dracone, seguiti da presso da Ravagnani che chiude il podio. Anche gli inseguitori si sfilacciano nelle ultime fasi della gara, sul traguardo le ruote più veloci sono quelle di Daniel Altare (G.S. Passatore) davanti a Maurizio Melis (Tredici Scott Matergia).

Una fuga si dimostra decisiva anche nella seconda partenza: nei primi chilometri Roberto Panepinto (Vigor) da fuoco alle polveri e in breve viene raggiunto Giovanni Fedrigo (Zard) e poi da Diego Dall’Osto (A.P.D. Pessionese), Dario Ferracin (Vigor) e Alberto Limone (Vigor). Insieme faranno tutta la gara al comando, dal gruppo al secondo giro evadono altri tre nel tentativo di riprendere i fuggitivi: Ugo Benedetto (A.P.D. Pessionese), Massimo Grappeja (Team Bike Pancalieri) e Giuseppe Dell’Atti (Terre della Granda), non prenderanno i primi ma si giocheranno le posizioni di categoria.

La lunga volata viene vinta a braccia alzate da Dario Ferracin sulla nuova divisa verde di Diego Dall’Osto e a pochi metri da loro completa il podio il combattivo Roberto Panepinto. Quarto e primo Supergentlemen B Giovanni Fedrigo, e alla sua ruota chiude la fuga Alberto Limone. Tra gli inseguitori ha la meglio Massimo Grappeja che taglia il traguardo davanti a Ugo Benedetto e Giuseppe Dell’Atti.

Le nubi iniziano a chiudersi sul cielo cuneese e mentre inizia la cerimonia di premiazione la pioggia promessa dalle previsioni inizia a scendere battente, ma non compromette le foto di rito scattate sotto la protezione del dehor del Deli Cafè.

 

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